Disturbi specifici dell’apprendimento

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono difficoltà persistenti nella lettura, nella scrittura o nel calcolo, in presenza di capacità cognitive adeguate. Comprendono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Si riconoscono con una valutazione specialistica, non con un test online. Il Poliambulatorio Salute e Cultura di Treviso offre la visita neuropsichiatrica infantile in regime privato (tel. 0422 460055).

Che cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento?

I DSA sono disturbi del neurosviluppo che riguardano una singola abilità scolastica. Non dipendono da scarsa intelligenza, da poco impegno o da carenze della scuola.

La Legge 170/2010 riconosce quattro disturbi:

  • dislessia: difficoltà nella lettura, cioè nel decodificare le parole scritte;
  • disortografia: difficoltà nella correttezza della scrittura, come doppie, accenti e omissioni;
  • disgrafia: difficoltà nel tratto grafico, cioè nel gesto di scrivere;
  • discalculia: difficoltà nel comprendere e usare i numeri e nel calcolo.

Possono presentarsi da soli o insieme. Il disturbo è presente anche quando l’intelligenza è nella norma e non ci sono deficit sensoriali o patologie neurologiche.

I DSA non scompaiono con la crescita. Con strumenti didattici adeguati, però, molti ragazzi raggiungono un buon successo scolastico.

Quali sono i sintomi della dislessia e cosa significa se il bambino legge lentamente?

I sintomi della dislessia sono una lettura lenta, faticosa e con errori, più di quanto ci si attenda per età e classe. La lentezza da sola non basta per parlare di dislessia.

Segnali da osservare:

  • legge sillabando o a scatti, anche parole conosciute;
  • omette, inverte o scambia lettere e sillabe;
  • salta righe o perde il punto mentre legge;
  • evita di leggere ad alta voce o si stanca presto;
  • capisce meglio quando ascolta che quando legge da solo.

Il bambino legge lentamente: è dislessia? Non necessariamente. Nei primi mesi di scuola primaria la lettura è ancora in costruzione. Diventa un segnale da valutare quando la lentezza persiste nonostante un insegnamento adeguato e interferisce con lo studio.

Come si riconosce la disgrafia nei bambini?

La disgrafia è un disturbo del tratto grafico: la scrittura è lenta, irregolare o poco leggibile, anche quando il contenuto è corretto. Non va confusa con gli errori di ortografia.

Nei bambini con disgrafia si osservano spesso:

  • lettere di forma e dimensione irregolari;
  • righe e margini non rispettati;
  • impugnatura rigida e posizione scorretta;
  • fatica o dolore alla mano durante la scrittura;
  • grande lentezza nel copiare dalla lavagna.

Quaderni disordinati e scrittura che peggiora con la stanchezza sono segnali frequenti. I genitori li notano di solito durante i compiti a casa.

Quali sono i sintomi della discalculia?

La discalculia è un disturbo specifico del calcolo: il bambino fatica a comprendere i numeri e a lavorarci, nonostante un insegnamento adeguato.

I sintomi più frequenti della discalculia sono:

  • difficoltà a contare in avanti e indietro;
  • fatica a memorizzare tabelline e semplici addizioni;
  • calcolo a mente molto lento e impreciso;
  • errori nell’incolonnare i numeri e nelle procedure scritte;
  • confusione nella lettura e nella scrittura dei numeri;
  • difficoltà a confrontare quantità e a stimare.

Spesso emerge un forte disagio con la matematica, che il bambino può vivere come incapacità personale.

Quando rivolgersi allo specialista: segnali e situazioni

Conviene chiedere una valutazione quando le difficoltà scolastiche persistono, nonostante l’impegno, e si ripetono in più contesti. Il confronto con gli insegnanti aiuta a capire se sono isolate o diffuse.

Segnali da valutare con lo specialista

  • Le difficoltà di lettura, scrittura o calcolo durano da mesi.
  • I compiti richiedono molto più tempo del previsto.
  • L’insegnante segnala un divario rispetto alle altre capacità del bambino.
  • Il bambino dice di essere “stupido” o rifiuta di fare i compiti.
  • Compaiono mal di pancia o ansia legati alla scuola.
  • In famiglia ci sono già casi di DSA.

La segnalazione della scuola non è una diagnosi: indica soltanto che serve un approfondimento clinico.

Come si svolge la valutazione e in cosa consiste il test DSA?

Il test DSA non è un esame unico. È un insieme di prove standardizzate su lettura, scrittura e calcolo, affiancate dalla valutazione cognitiva e, se utile, del linguaggio.

Presso il Poliambulatorio Salute e Cultura il percorso parte dalla visita neuropsichiatrica infantile. In generale prevede queste fasi:

  1. Colloquio e storia: sviluppo, linguaggio, salute, andamento scolastico e osservazioni degli insegnanti.
  2. Visione della documentazione: quaderni, pagelle, eventuali relazioni della scuola.
  3. Prove specifiche: velocità e correttezza della lettura, scrittura sotto dettatura, grafia, calcolo.
  4. Valutazione cognitiva e degli altri fattori: livello intellettivo e, se serve, attenzione, vista e udito.
  5. Restituzione ai genitori: spiegazione dei risultati e dei passi successivi.

La valutazione può richiedere più di un incontro. L’Accordo Stato-Regioni del 2012 indica i tempi: la dislessia si diagnostica di norma dopo la seconda primaria, la discalculia dopo la terza.

Come prepararsi alla valutazione e cosa portare?

Per la prima visita conviene portare tutto il materiale scolastico recente. Quaderni e relazioni mostrano allo specialista le difficoltà concrete del bambino.

Aspetto Indicazioni
A chi è rivolta Bambini e ragazzi in età scolare
Quando è indicata Difficoltà di lettura, scrittura o calcolo che persistono nonostante l’impegno
Chi accompagna il minore Almeno un genitore o il tutore legale
Cosa portare Quaderni, pagelle, relazioni degli insegnanti, eventuali referti precedenti di vista e udito, diagnosi già ricevute
Cosa preparare Esempi di compiti svolti, tempi impiegati a casa, appunti sulle difficoltà osservate
Preparazione del bambino Nessuna preparazione medica; spiegare che si farà un incontro con prove di lettura, scrittura e giochi con i numeri
Impegnativa Non necessaria in regime privato
Convenzione ULSS 2 Non prevista: valutazione in regime privato
Referti Consultabili online, ritirabili di persona o tramite delega

Quali prestazioni sono collegate alla valutazione dei DSA?

Dopo la visita lo specialista può indicare approfondimenti. Non tutti i bambini ne hanno bisogno: dipende dal quadro clinico.

  • visita neuropsichiatrica infantile, punto di partenza del percorso;
  • valutazione psicologica e cognitiva, con strumenti adatti all’età;
  • valutazione del linguaggio e della comunicazione;
  • visita oculistica, per escludere difetti visivi che ostacolano la lettura; l’oculistica è disponibile anche in convenzione con ULSS 2;
  • supporto psicologico per il bambino e per la famiglia, quando le difficoltà hanno inciso sull’autostima.

Difficoltà scolastiche: è un DSA o c’è un’altra causa?

Le difficoltà scolastiche di un bambino non sono sempre un DSA. Prima di una diagnosi occorre escludere altre cause, perché il tipo di aiuto cambia.

Possibili cause, da valutare con lo specialista:

  • vista o udito: un difetto non corretto può rendere faticosa la lettura o la lavagna;
  • attenzione: il bambino perde il punto o sbaglia per distrazione, non per decodifica;
  • linguaggio: un ritardo o un disturbo del linguaggio influenza lettura e scrittura;
  • ansia o umore: lo stress scolastico peggiora le prestazioni;
  • contesto: lingua madre diversa dall’italiano o discontinuità scolastica;
  • metodo di studio: a volte basta cambiare organizzazione e tempi.

Errori frequenti

  • Pensare che sia pigrizia: un bambino con DSA lavora spesso più degli altri, con meno risultati.
  • Aumentare le ore di esercizio senza capire la causa: può accrescere frustrazione e rifiuto.
  • Affidarsi a test online: non sostituiscono la valutazione clinica.
  • Attendere senza osservare: annotare esempi e confrontarsi con la scuola permette di decidere meglio.

Cosa cambia con una diagnosi. La Legge 170/2010 garantisce agli studenti con DSA misure didattiche di supporto, come strumenti compensativi e misure dispensative. Queste vengono definite dalla scuola in un piano didattico personalizzato (PDP). Le Linee guida del Ministero dell’Istruzione (2011) ne descrivono le modalità.

La valutazione è in convenzione con ULSS 2 o in regime privato?

La neuropsichiatria infantile non rientra tra le specialità del Poliambulatorio Salute e Cultura convenzionate con ULSS 2 Marca Trevigiana. La valutazione si svolge in regime privato.

Il poliambulatorio è in convenzione per urologia, cardiologia, chirurgia vascolare, dermatologia, endocrinologia, gastroenterologia, ginecologia e ostetricia, oculistica, ortopedia e traumatologia, reumatologia. Per il percorso pubblico ci si può informare presso il CUP ULSS 2, al numero 0422 1912900.

Dopo l’Accordo del 2012 le Regioni hanno disciplinato chi può rilasciare la diagnosi e come viene riconosciuta a scuola. Prima di iniziare conviene verificare i requisiti con la scuola o con l’ULSS. I costi vanno richiesti direttamente alla segreteria.

Domande frequenti

Come si riconosce la dislessia in un bambino?

I sintomi della dislessia sono una lettura lenta, faticosa e con molti errori: omissioni, scambi o inversioni di lettere e sillabe. Il bambino può evitare di leggere ad alta voce e comprendere meno proprio per la fatica della decodifica. Un singolo segnale non basta: serve una valutazione specialistica, di norma dopo la fine della seconda primaria.

Il bambino legge lentamente: è sempre dislessia?

No. Nei primi mesi della scuola primaria la lettura è ancora in costruzione e la lentezza è frequente. Diventa un segnale da valutare quando persiste nonostante un insegnamento adeguato, si accompagna a molti errori e crea fatica nei compiti. Altre cause possibili sono problemi di vista, udito, attenzione o linguaggio, da escludere con lo specialista.

A che età si può fare la diagnosi di DSA?

Secondo i protocolli richiamati dall’Accordo Stato-Regioni del 2012, la dislessia si diagnostica di norma dalla fine della seconda classe della scuola primaria. Per la discalculia si attende la fine della terza. Prima di quel momento si possono osservare le difficoltà e attivare attività di potenziamento, senza porre la diagnosi.

Cosa comprende il test DSA e si può fare online?

Il test DSA non è un esame unico. È un insieme di prove standardizzate su lettura, scrittura e calcolo, con la valutazione del livello cognitivo e, se serve, di linguaggio e attenzione. I questionari online possono al massimo sollevare un dubbio, ma non sostituiscono la valutazione dello specialista e non producono una diagnosi.

Che differenza c’è tra disgrafia e disortografia?

La disgrafia riguarda il gesto grafico: la scrittura è lenta, irregolare o poco leggibile. La disortografia riguarda invece la correttezza del testo scritto: errori nelle doppie, negli accenti, nelle omissioni e negli scambi di lettere. I due disturbi possono presentarsi insieme, ma sono distinti e vengono valutati con prove diverse.